mercoledì 8 settembre 2010

Non chiedeteci il cesareo!

Il cesareo "su richiesta" è un argomento che ho molto a cuore.
La maggior parte delle volte la volontà materna di esser sottoposte a taglio cesareo nasce dalla paura del dolore durante il travaglio; non possiamo negare che il dolore ci sia, d'altro canto come dico io, se non fosse così, "lo chiameremmo passeggiata".
Allo stesso tempo è un dolore finalizzato alla nascita di un figlio, si tratta dunque di "un fine che giustifica i mezzi".
Le donne a volte si lasciano condizionare da racconti, troppe volte romanzati, di travaglio durati 36 ore, di dolori senza pause, di medici ed ostetriche insensibili.
Queste donne in primo luogo andrebbero ascoltate, capire quali sono le paure, cercando di scongiurarle, chiarendo dubbi e infondendo coraggio.
In tal senso ritengo cruciale il ruolo dei corsi di preparazione al parto, dove le donne possono raccontarsi e confrontarsi, dove possono porgere domande e scongiurare paure con l'aiuto di ostetriche, psicologhe e altre mamme.
Mai, secondo me, un ginecologo dovrebbe accettare a priori la richiesta di un cesareo!
Noi ginecologi dobbiamo essere onesti, dobbiamo parlare con i dati alla mano, sui rischi correlati ad un intervento chirurgico, perchè il cesareo E' UN INTERVENTO CHIRURGICO.
Mi trovo in estrema difficoltà, quando in sala travaglio le donne, dopo qualche contrazione mi chiedono un cesareo.
Cerco di motivare sempre il mio rifiuto, con dati scientifici circa i rischi e con parole rassicuranti circa lo svolgimento del travaglio stesso.
Mi rendo conto però che certi discorsi andrebbero affrontati lungamente ed approfonditamente nel corso di tutta la gestazione.
Io ho sempre risposto di no a tali richieste, il più delle volte riuscendo a convincere le donne, tante volte invece venendo dipinta da paziente e parenti come cattiva ed insensibile.
Capisco che in quel momento la donna, con il dolore delle contrazioni, non è nella condizione più adatta per "ragionare" e i parenti anche di meno, per cui ribadisco l'importanza di colloqui finalizzati da affrontare nei periodi antecedenti il ricovero.
Non è una vergogna avere paura del dolore, la soglia di sopportazione è diversa in ciascuno di noi, ma sempre chiaro dovrebbe esser il concetto che il cesareo non è la panacea e non è scevro da rischi.
Inoltre, ribadisco sempre, cercando di motivare e rafforzare le ragioni del mio rifiuto, il dolore dopo un parto spontaneo cessa con la nascita del bambino, mentre il dolore post-cesareo inizia proprio in quel momento.
Dopo un cesareo non ci si alza subito, si devono fare delle flebo e non si è pronte subito a prendersi cura del proprio bambino, in ospedale e a casa.
Altre volte si pensa che il cesareo sia più sicuro per il bambino; ma quando mai!
Durante il travaglio noi monitorizziamo le condizioni materne e fetali e questo ci consente di affermare, con ragionevole sicurezza, il benessere del feto e della mamma.
State tranquille che se il problema insorge siamo noi i primi a proporre il ricorso al taglio cesareo!
Mi dispiace tanto quando ci trattate come nemici che non avvalorano le vostre tesi e che non acconsentono alle vostre richieste, per noi il cesareo è rapidissimo, ci risparmia tante notti insonni in ospedale, in mezz'ora è tutto finito; ma questa non è la scelta giusta se non ha alla base motivazioni mediche serie.
Durante le visite in gravidanza parlate di parto con il vostro curante, esprimete dubbi e paure, fatevi rassicurare.
Seguire una gravidanza non vuol dire solo guardare esami ematochimici e fare ecografie; seguire una gravidanza vuol dire anche e soprattutto, almeno a mio modo di vedere la cosa, entrare in empatia con voi, darvi fiducia, forza, dissipare dubbi, regalarvi gioia e caricarvi si sentimenti positivi.
Il vostro ginecologo non parla con voi? vi dedica solo 5 minuti? cambiatelo! per fortuna siamo tantissimi, non c'è che l'imbarazzo della scelta!
E poi fate i corsi di accompagnamento alla nascita, tenuti dalle ostetriche, che sono donne meravigliose e motivate, innamorate atavicamente della naturalità del parto.

38 commenti:

  1. Cara Alessia per caso mi sono imbattuta nel tuo blog. Ti faccio i miei complimenti per il cuore che usi nei tuoi post. E' cosa abbastanza rara.
    Non voglio entrare nel merito del cesareo richiesto dalla donna e rifiutato perchè non ci sono indicazioni mediche. Concordo che è un intervento chirurgico e che con esso ci sono rischi e complicanze.
    Concordo anche che bisogna saper ascoltare una donna, quali sono le sue paure, i suoi dubbi, le sue esigenze. Qualunque cosa essa voglia esprimere. E si devono dare delle risposte corrette, concrete, umane e professionali.

    Ti propongo una riflessione: secondo te è sufficiente dire ad una donna che ti chiede un cesareo perchè non ce la fa a sopportare il dolore o perchè ha paura del dolore dire di NO spiengando quanto hai riportato sopra? Per "sufficiente " intendo dire "soddisfacente " per la donna.

    ...magari ad una donna che ha un prodromico alle spalle di 24-36 ore con 1 o 2 notti insonni e uno stentatissimo inizio travaglio?

    oppure una donna che ha un bimbo in posizione sacrale , una dinamica distocica, un dolore lombosacrale insopportabile da ore?

    o ancora una donna che ha già partorito e conosce bene l'intensità del dolore media del travaglio/parto?

    o semplicemente una donna terrorrizzata del dolore per sue motivazioni o che reputa il dolore perfettamente inutile o potenzialmente dannoso per la sua personale percezione gioiosa della nascita del bambino?

    Vedi, secondo me , si dovrebbe invece tener conto anche di un'alterrnativa da aggiungere alle risposte che tu dai alle donne quando ti chiedono il tc: l'analgesia epidurale. Lo so che pochi H la offrono, ma a mio avviso sarebbe giusto poterla offrire a quelle donne che la chiedono per scelta, per necessità contingenti dovute a paura o insopportabilità del dolore .Non dimetichiamoci inoltre delle varie indicazioni mediche che a volte riescono proprio ad evitarlo quel tc...

    Non tutti i travagli sono "lisci", non tutte le donne la pensano in egual modo. La percezione del dolore è individuale e determinata da molteplici fattori.

    Tu cosa ne pensi in merito?
    Grazie se rispondi

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  2. Ciao Luna, ti rispondo molto volentieri.
    si, sono assolutamente convinta che la partoanalgesia sia un'ottima soluzione.
    Io durante la gravidanza ascolto sempre quello che le donne pensano circa il travaglio ed il parto e se non riesco a dissipare le loro paure io propongo assolutamente di recarsi in un ospedale dove la analgesia in travaglio sia assicurata 24 ore su 24.
    Il cesareo su richiesta tesoro mio però non è la soluzione, te lo assicuro!
    nell'ospedale dove lavoro ora, per una scelta di "naturalità" non si pratica partoanalgesia, per cui nel corso della gestazione lo sconsiglio assolutamente a quelle donne che pur sostenute da me o nei corsi di accompagnamento alla nascita continuano a non voler "sentire dolore".
    Fino all'anno scorso invece lavoravo in un ospedale dove l'analgesia si faceva 24 ore su 24 e, a sostenere la tua idea, posso assicurarti che nessuna chiedeva il cesareo in travaglio.
    Però in quell'ospedale si facevano i cesarei su richiesta, ma per motivi deplorevoli a mio avviso, cioè per clientelismo, per assicurarsi di esser presente al momento del parto!
    Sono certa che a nessuna di queste donne era stato spiegato il rischio correlato al cesareo, rischi di lesioni vescicali, emorragie, isterectomia, morte...
    secondo te quelle donne avevano fatto una scelta consapevole? no, non credo!
    io non sono assolutamente contro la partoanalgesia, anzi, solo che nel mio ospedale non si pratica.
    devo anche però dirti una cosa, sono veramente poche quelle donne che dopo un lungo e rassicurante discorso continuano a voler essere sottoposte a taglio cesareo.
    Grazie del commento, confrontarsi è fondamentale!

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  3. Cara Alessia,
    mi sono resa conto di non essermi presentata. Scusami.
    Nella foga di scrivere, me ne sono dimenticata.
    Sono una tua collega. ;Ma anestesista. E una mamma.
    Ho immaginato che da te non fanno le epidurali.
    SAi anche nel mio H le ost sono naturaliste, e molto brave!.
    Ma 5 anni fa con molta pazienza, passione e cuore e molti confronti mi hanno permesso (in accordo con tutti) di fare le prime epi. Per loro la cosa fondamentale era non cambiare il loro modo di "getsire" i parti: mobilizzazione e parto attivo innanzitutto. Associato ad ascolto, sostegno, umanità, e quant'altro.
    Beh...ora a volte sono loro a chiamarci....la propongono loro alla donna se o ritengono!
    Hanno capito che se fatta nel modo corretto , l'analgesia permette alla donna di partorire come vuole (se è tutto fisiologico), come se facesse un parto naturale. Non in acqua però ovviamnete!.
    Per me è fantastico.Per loro anche.

    Riguardo la mancata informazione o disinformazione dei cesarei "privati", ...beh sottoscrivo quanto hai detto tu.
    E anche il fatto che il tc non sia la soluzione nei casi da te descritti. Ma purtroppo a queste donne o vengono offerte soluzioni parziali (magari che a talune possono cmq far piacere) o non esistono alternative al parto spontaneo "nudo e crudo". In pochi H si offrono tutte le possibili soluzione a 360 gradi , che non siano il tc ( e quindi epidurale compresa).
    Inmolti h le OST sono contarie. Per pregiudizi, preconcetti, convinzioni forse a volte almeno discutibili, ...ma anche per ignoranza sull'argomento .

    Peccato, perchè "gestire" un travaglio(parto in epidurale allo stesso modo del naturale , a mio avviso è fantastico. E ti assicuro che l'impegno delle ost è grande comunque. Dipende molto da quanto il personale si "dona" alla mamma. In senso professionale ed umano. E' questo che fa la differenza.Ma sempre senza pregiudizi, e con molto rispetto per la donna.
    A presto.

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  4. Luna, sfondi una porta aperta con me!
    Da noi l'epidurale non si fa per i medesimi motivi che descrivi.
    Io però, che sono congenitamente innamorata delle ostetriche, su questo punto non mi trovo in accordo con loro.
    Un ospedale dovrebbe appunto offrire tutte le possibilità alle donne.
    Quello che tu dici circa il travaglio in epidurale lo conosco bene, come ti ripeto ho lavorato fino al 2009 in un ospedale dove 24 ore su 24 si assicurava la epidurale a chiunque la volesse (previa visita anestesiologica a circa 32 settimane), il trav aglio non perdeva di naturalità, la deambulazione era consentita, si faceva solo qualche monitoraggio in più...
    Comunque anche nel H dove mi trovo adesso siamo in procinto di introdurla, e credo proprio nei giorni prossimi.
    Le nostre bravissime ostetriche sono un pò arrabbiate, però sono certa che capiranno anche loro, di certo continueranno a cercare di convincere le donne che non è necessaria e di certo tante le ascolteranno, ma sarà giusto assicurare la vostra presenza per quelle persone che invece, per motivazioni personali, preferiranno travagliare con l'analgesia.
    Grazie collega dell'intervento, ti aspetto, se ne avrai voglia, sul mio blog! Ritengo costruttivo per le donne sentirci confrontare e scoprire che parliamo la stessa lingua, non solo io e te, ma anche noi e loro!
    grazie ancora!

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  5. Grazie a te. Mi fa molto piacere confrontarmi con te, persona evidentemente molto equilibrata, umana e con buon senso. Di questi tempi, non è facilissimo sul web. Anzi.
    Posso sapere dove lavori? Io in Friuli Venezia Giulia.

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  6. Io a Roma, qui nel blog preferisco non dire l'ospedale perchè tutto vorrei tranne che qualcuno pensasse che voglio farmi publicità...
    Comunque oltre che con le ostetriche sono sempre stata in sintonia proprio con gli anestesisti!

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  7. Ciao Alessia e ciao Luna :)
    Complimenti per il blog e per i temi affrontati.
    Che dire? Ovviamente non concordo su un punto. Ci sno donne tocofobiche che semplicemente rifiutano il parto vaginale.
    Vivono con terrore la possibilità di aprirsi, lacerarsi. Poco importa che tutto questo sia finalizzato alla nascita di un bel pupetto.
    Ora che vogliamo fare? Rendere i 9 mesi di attesa snervanti e terrorizzanti o far diventare questo disturbo una buona indicazione medica?
    Perchè da quello che leggo e sento sono molte le donne ridicolizzate per questa paura che devono elemosinare un certificato di tocofobia...

    Poi posso chiederti? Unmedico mi ha detto che si può chiedere un cesareo elettivo per paura di un futuro prolasso. E' vero?

    E ancora. Mi piacerebbe un tuo parere su quest'articolo:
    http://www.unita.it/news/sociale/102912/italia_e_cesareo_lasciateci_decidere_come_far_nascere_i_nostri_bambini

    Ancora complimenti per il blog! Un prezioso servizio alle donne. Ce ne fossero di più di medici come te e la mia Luna :)

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  8. Carissima ti rispondo: se la pz arriva in ospedale con certificazione dello psichiatra di tocofobia e richiesta di cesareo non possiamo non farlo, se cioè lo psichiatra è giunto alla conclusione che la problematica è tale da dovere fare un cesareo noi dobbiamo accettarla. cesareo per paura di prolasso... è sempre una tocofobia... io però mi chiedo, ok la paura del dolore, ma del prolasso è troppo! Intendo dire che se ci sono realmente problematiche psichiatriche, che nonostante psicoterapia continuano a persistere, beh, non ci opponiamo, ma il punto importante secondo me è: lo psichiatra che fa il certificato ci ha provato per niente a fare una terapia? secondo me si ha il dovere di farlo, in fondo lo psichiatra lo sa che di cesareo si può anche morire, quindi perchè non fare qualcosa per cercare di superare il problema. Tu dici "elemosinare" il certificato... mi metto nei panni di un povero psichiatra , magari uno serio, che si vede arrivare una donna a termine o quasi di gravidanza che afferma di soffrire di tocofobia e vuole che sia lui a dare indicazione al cesareo, perchè in questo caso è lui che ci da l'indicazione! Insomma, questo poveretto deve certificare qualcosa nell'ultimo mese di gravidanza? no, non è professionale! io non lo farei, io lo farei solo se questa donna avesse affrontato con me un discorso lungo mesi e magari anche provato a risolvere il problema. L'articolo lo ho letto. Il titolo non mi piace, perchè non è educativo, ma poi mi rendo conto che parla di altro. i cesarei facili, quelli fatti per clientelismo o paura di gestire un travaglio difficile-, beh, dovrebbero finire di esistere! e poi un cesareo tira l'altro e ti dico: una cosa è fare un primo cesareo e tutt'altra è fare un secondo o terzo cesareo, le pance sono come muraglie cinesi, difficili di aprire, con aderenze importanti, organi che modificano la loro posizione naturale e quindi a rischio di lesioni. chi opta per il cesareo queste cose le sa???? Se c'è solo paura del dolore la epidurare è una splendida soluzione! su richiesta andrebbero fatti solo pochissime e gravi situazioni (es grave vaginismo o tocofobia, pregressa distocia di spalla...). Dobbiamo cercare noi operatori di metter in mente alle donne che il cesareo è la via più breve per cercarsi una complicanza... ok, una via che dura solo 30 minuti... ma in trenta minuti può succedere di tutto veramente! credimi!

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  9. Ogni caso è a sè. E talvolta è difficile da valutare , magari perchè la donna è seguita da un consultorio o da un privato e si affaccia in H per la prima volta a fine gravidanza o in travaglio. Credo siano rare le donne che per seri motivi di ansia-attacchi di panico o psicosi siano già in terapia e seguite da uno psicologo/psichiatra. La maggior parte maturano una paura folle man mano che proseguono le settimane di gestazione e perciò sentono le esperienze di altre "colleghe di pancia", non sempre belle e rassicuranti.
    Punto due: in questo lungo percorso l'informazione troppo spesso è drammaticamente carente da parte di chi dovrebbe darla. E' invece ricchissima da chi invece non sa nulla o quasi. E questo è colpa di noi medici soprattutto. Ma metto in mezzo anche le ost, quelle che danno info assolutamente di parte e a senso unico.
    La mancanza di una vera informazione è la base dell'insorgenza di dubbi, paure, fobie. Ci metti l'aspetto caratteriale di una persona e una effettiva paura del parto per vari motivi e il "gioco" è fatto.
    A mio avviso se ad ogni donna venisse offerta una buona assistenza preparto con tanto di info corrette e sempre disponibili da essere date , sostegno morale a chi necessita, e chi + ne ha + ne metta ... il tutto condito con dei confronti mamma-medico reali, umani, professionali, seri...
    ..ecco io credo che una bella fetta di queste donne cambierebbe idea ed affronterebbe un parto spontaneo e magari in epidurale ( a patto che venga loro garantita!e che venga data loro un'assistenza ostestrica come dio comanda - una rarità in italia). La fetta che invece rimane della stessa idea e chiede il tc, beh...probabilmente si sarà già auto scremata come scritto sopra e pertanto effettivamente a loro andrebbe fatto un tc.
    Tanto per semplificare molto .Ma forse in Italia le cose semplici non incomprensibili. Forse è + semplice e molto meno costoso pretendere un certificato psichiatrico, a volte mortificando una donna che effettivamente non ha una vera psicosi ma solo una paura dell'incognito, di essere maltrattata o dei racconti tremendi sentiti da terzi, piuttosto che stare ore ed ore con lei , ascoltarla capirla e cercando di trovare la soluzione migliore per lei qualunque essa sia, ma sicuramente CONSAPEVOLE. Qs va fatto nel corso dei suoi mesi di gravidanza. Non certo il giorno del travaglio!che potrebbe diventare UN INCUBO.

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  10. Ps_
    Geka, lietissima di leggerti qua.
    Non ho fatto tempo di segnalarti il blog che ci sei anche tu!!
    Ne sono felice.

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  11. Luna, io e te stiamo dicendo esattamente la stessa cosa, stiamo cioè dichiarando la necessità di informazione.
    GeKa parlava di cesareo per paura di prolasso, mi sembra assolutamente insensato.
    Intendo dire che se alle donne noi in tutta onestà dichiarassimo le possibili complicanze di un cesareo secondo me il prolasso le donne proprio non lo considererebbero.
    Ma spesso fa comodo dire che il cesareo è rapido e indolore e sicuro.
    Per carità, per fortuna le complicanze non si hanno tutti i giorni, ma avete sentito la cronaca di questi giorni?
    Complicanze su cesarei su indicazioni mediche serie fanno male, ma in qualche modo si possono anche accettare, ma complicanze per paure infondate, per mancanza di comunicazione o per clientelismo mi sembrano inaccettabili!
    In un ospedale una volta una collega fece un cesareo su richiesta, ma la richiesta diciamocelo chiaro era della ginecologa, solo perchè la ragazza aveva 17 anni! ma che diamine significa??? lei disse che se condo lei a 17 anni non puoi travagliare bene... quando io andai a fare firmare il consenso, che deve esser informato, la ragazza e la madre, che doveva firmare sbianacarono e mi dissero che loro tutte queste complicanze non le conoscevano e che avevano seguito il consiglio della ginecologa... e se avessimo avuto una complicanza? di certo loro si sarebbero rifatti sugli operatori e sulla ginecologa che aveva consigliato il cesareo senza corrette informazioni, e vi dico una cosa, sarebbe stato giustissimo!
    Aveva firmato il consenso? Luna, tu sai che il consenso non è una tutela assoluta. tu sai bene, e sono contenta di parlare con un medico, che la COMPLICANZA, SE L'INTERVENTO NON HA UNA REALE INDICAZIONE E' INACCETTABILE.
    Tornando alla tocofobia il concetto appena espresso ti fa capire come purtoppo il certicicato dello psichiatra è per noi indispensabile altrimenti sarebbe un cesareo regalato, senza capire veramente se davvero esiste la tocofobia o è solo il "sentito dire" che muove la paziente.
    Se noi facessi mo un cesareo a una paziente che non conosciamo, e nel pubblico mica conosciamo tutte le utenti dell'ospedale, senza una indicazione psichiatrica sarebbe un intervento senza reale indicazione.

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  12. Noi facciamo l'epidurale alle poche minorenni che abbiamo. In genere è subito accettata sia dalla mammina che dalla "futura nonna". Come sempre si parla a lungo con loro. Poniamo indicazione medica alla peri per età minore.
    Qs questione la trovo molto complessa in verità, nel senso che un parto spontaneo potrebbe effettivamente essere un'esperienza drammatica e traumatica per la ragazzina, soprattutto se si rivelasse un travaglio/parto distocico . Ciò potrebbe regalarle un bel trauma da parto magari associato poi a depressione. Certo a priori spesso non lo puoi sapere, mA in qs caso io farei assolutamente un tc. Se ad es il bimbo è stimato grande....o in presunta posiz sacrale io penserei anche ad un tc. SE non c'è un servizio di analgesia.
    D'altra parte devi mettere in conto le complicanze di un tc (chirurg ed anestesiolg). Inoltre un successivo tc in caso di secondo parto.Ma va sempre ricordato che anche un parto spontaneo non è esente da complicanze fisiche, funzionali e psicologiche.
    Ritengo difficile e complicato l'argomento. Come sempre è sbagliato generalizzare. Va valutato caso per caso..
    Qualche anno da noi fa una 17enne non ha voluto l'epi, preferiva un parto naturale. ne abbiamo parlato tanto. Abbiamo ritenuto giusto esaudire il suo pensiero (la mamma voleva le facessimo l'analgesia invece!). Ha travagliato e partorito con me presente in H : eravamo d'accordo che in qls momento sarei intervenuta se desiderava. So che per lei è stato importante questo. Ma non mi ha chiamata. Ha avuto un travaglio liscio e un bel parto naturale come desiderava. A posteriori è rimasta contenta della sua decisione. Tutti noi anche per lei.
    Quindi ogni persona è a sè. Ma lo sappiamo già.

    Per quanto riguarda l'informazione: verissimo che molto spesso le complicanze di un tc non vengono elencate. Ma le complicanze di un parto spontaneo vengono SEMPRE OMESSE.
    Sarà giusto?

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  13. Nel corso della gravidanza io parlo assolutamente anche delle complicanze del parto spontaneo, come no, in maniera tranquilla, ma lo faccio.
    Parlo del fatto che i rischi ci sono e sempre ci saranno, ma che per fortuna oggi siamo maggiormante in grado di gestire alcune possibili complicanze.
    Purtoppo non tutto sempre fila liscio e purtroppo non tutto è risolvibile.
    Ma sbaglio o anche dal dentista si possono avere problemi?
    La mortalità materna correlata al cesareo è largamente maggiore rispetto a quella del parto spontaneo e la morbilità/mortalità fetale, quando non sussiste indicazione medica al TC è assolutamente sovrapponibile.
    Questo deve essere un concetto chiaro a tutti.
    Inoltre dico sempre che fino a che l'ostetrica non ha in mano il bambino la possibilità di esser sottoposte a cesareo inizia sempre.
    Non sono un mago della comunicazione ma semplicemente una comunicativa.
    In 10 anni di donne ne ho viste davvero tante e ti giuro che nessuna di quelle con cui ho tanto parlato ha scelto il cesareo, mai!
    Le minorenni... te ne racconto due...
    Tanti anni fa ne ricordo una, una forza della natura, non volle l'analgesia e subito dopo l'espulsione del feto urlò "CHE FIGATA!"...
    l'ultima minorenne la abbiamo a vuta nel mio ospedale qualche giorno fa (di minorenni non ne ricordo altre), l'epidurale non la voleva, io infatti appena ricoverata le dissi che da noi non si faceva e se voleva la avrei trasferita in un altro opsedale, lei mi ha spiazzata "Dottoressa ma che crede che io sia diversa dalle donne più grandi? Io non ho paura, hanno partorito tutte e ce la farò pure io"
    Il travaglio è stato lungo, lei verso la fine ha provato a chiedere il Tc, ma eravamo a dilatazione completa, mi sembra folle fare un cesareo quando siamo in via di arrivo! è bastato parlare con lei, dale forza, in coraggiarla sul fatto di esser stata bravissima... la ragazza ha immediatamente dimenticato la richiesta, cambiava posizione, si è messa sulla palla; poi al momento di spingere lo ha fatto come una forsennata! d'altro canto a 17 anni le forze sono di più delle mie, questo è sicuro.
    Dopo il parto ha detto che si è stata dura, ma che era soddisfatta di se stessa.
    L'età secondo me non conta...

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  14. Mah, secondo me l'età minore può essere correlata o a infantilismo o a inconscienza di quello che dovrai affrontare oppure grande forza e personalità (più raramente). Tutto ciò si può riscontrare anche in età ben + matura.
    E individuale, appunto.
    Tu sei una delle poche che informa la donna sulle complicanze del parto spontaneo.Una rarità.
    In ogni caso vorrrei fare una riflessione se mi permetti e vorrei sentire il tuo parere.
    Non ho dati alla mano, se non quelli sffermano che la mortalità materna triplica con il tc, giusto?
    Ma mi chiedo:

    - in questi dati sono compresi i cesarei (la > parte) delle cliniche private e degli H di secondo e primo livello = sicurezza zero o cerrtamente inferiori ai centri di terzo.
    A mio parere è proprio qua che il fattore mancanza di sicurezza o non al 100% contribuisce ad aumentare la mortalità; non certo per il taglio csareo in sè, che magari in determinati casi se fatto in centro adeguato avrebbe un esito positivo!

    - qualcuno ha mai diversificato la mortalità materna tra i tc fatti in elezione o in urgenza ma in assenza di patologie materne e quelli in emergenza O con patologie rilevanti legate o meno alla gravidanza? non mi pare. Io la trovo fondamentale questa differenziazione!

    - e se mettiamo dentro anche la mortalità e la morbidità neonatale? che dato emergerebbe se suddiviso e specificato tra le varie strutture sopramenzionate? E' maggiore la mortalità e la morbidità neonatale da tc o da parto spontaneo? Tu hai questi dati?

    Credi che qs dati siano effettivamente reali? ( i nostri, Italiani)
    Forse quelli materni sì (ma col ?) ...ma quelli neonatali NO. Molte morti neonatali oltre le 24-48 ore dal parto, non vengono considerate per opportunismo "neonatali" appunto e perciò non introdotte in qs dati. Soprattutto quelle che avvengono in struttura diversa da quella della nascita ( in quanto il neonato nel frattempo viene centralizzato in TIN).
    Per me i dati statistici andrebbero visti in modo critico.molto critico.

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  15. Guarda questo:
    http://www.asplazio.it/asp_online/tut_soggetti_deb/files/files_cesareo/LG_taglio_%20cesareo_revisione_LG_99.pdf

    troverai dati e fattori di rischio.
    sono le linee guida sul TC regione Lazio del 2006. ci sono i rischi e la mortalità correlati a TC e Parto spontaneo.
    non differenzia le strutture, non credo ci siano dati in proprosito.

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  16. è molto lungo, ma interessante, per i non medici magari non semplicissimo in alcuni punti, ma ci sono delle belle tabelle sui rischi correlati.

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  17. Sto frammentando la risposta, mi rendo conto che le 72 pagine sono lunghe, ma edificanti...
    ti riassumo che le complicanze materne non sono assolutamente paragonabili, mentre per il feto, ad esclusione della presentazione podalica i rischi sono sovrapponibili, ma con qualche vantaggio per il parto spontaneo.
    Sono dati certi quelli delle linee guida che ti ho inviato.
    Certo, la complicanza nel terzo livello la gestisci meglio, ma la sua insorgenza è indipendente dal tipo di struttura. Cioè se l'emorragia ci sarà, o la lesione vescicale o ureterale, ci sarà in tutti gli ospedali.

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  18. Grazie Alessia , leggerò.
    Su una cosa non concordo però.
    Non sempre le complicanze non insorgono a causa della struttura. MI spiego.
    Nelle strutture di 1 livello e in diverse cliniche private (+ certi H di 2 livello)gli operatori vedono meno di 500 parti anno. Ciò significa che ost e gine assistono a 1-2 -3 o neanche uno parti /mese.
    Di conseguenza quale esperienza hanno in questi casi i gine e le ost?pochissima!soprattutto se nascono professionalmente in qs strutture. O se prima lavoravano altrove dimenticano e perdono la mano e l'occhio.
    ...e quindi in qs strutture vedi spesso eccessi di "zelo" ( tc a go go), troppa sicurezza ( tanto qua non accade mai nulla...), ...

    ma soprattutto valutazioni ritardate, inesperienza nella gestione di un travaglio /parto distocico, nella valutazione di un ctg bordeline, mancato rispetto dei tempi fisiologici , effettuazione di manovre mediche invasiive e/o utilizzo di farmaci non opportuni e senza vera indicazione!

    Tutto ciò può creare danni, ovvero complicazioni!Complicazioni che forse senza questi fattori o intervento esterni non congri pottrebbero non essere scatenate.

    Cosa che in un H con diversi parti hai meno probabilità di vedere, in quanto gli operatori sono + abili ed esperti (almeno teoricamente).

    Ecco la differenza. La negligenza e l'imperizia possono avvenire ovunque , ma credo aumenti in qs strutture per tali motivi.

    Gli H di terzo livello non sono esenti, ma la pratica e l'aver a disposizione + colleghi può aiutare ad evitare danni. Credo.

    Ecco perchè insisto sulla distinzione tra i livelli degli H.

    Ho letto un articolo di 1 o 2 mesi fa su BJOG che + o meno dice che in orario notturno i più sicuri sono gli H di terzo livello. Hanno una mortalità ridotta rispetti gli altri per i suddetti motivi che ho scritto, in + per l'aver a disposizione tutto e subito per affrontare un emergenza. Hai letto?

    A proposito....ti invito a leggere ed intervenire sul blog di gekina:

    http://epidurale.blogspot.com/

    Sono certa lo troverai interessante.

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  19. Sono qui e ti rispondo... io lavoro ora in un secondo livello... beh mi dispiace ma non approvo assolutamente nulla di quello che hai detto. vuoi dire che siamo meno bravi???? eppure qui c'è gente capace di usare forcipe e ventosa cosA CHE NON HO VISTO NEI TERZI LIVELLI dove ho lavorato.
    Qui è tutto fisiologico, tutto, non si usano mai farmaci in travaglio a meno di reali indicazioni, non sappiamo interpretare i CTG? oddio cara non scherzare nemmeno!
    scusa cara, ma questo tuo commento è veramente tendenzioso e poco informato.
    Mi dispiace ma hai assolutamente sbagliato...
    qui non capita mai nulla???? ma come fai adire questo? la gente che ha complicanze prima va nell'ospedale più vicino, e in ogni travaglio ci può essere una complicanza da affrontare anche se è un secondo livello... quindi le vediamo di tutti i colori, sempre!
    non ho mai incontrato colleghi così preparati e professionali come in questo ospedale, gente che non è mai corsa a fare cesarei! anzi!
    non cancello il tuo post perchè è poco educato, ma perdonami hai detto delle cose assolutamente tendenziose e non reali.

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  20. ti ho riletto e sono sbigottita... stai dando degli ignoranti a coloro che lavorano nei primi e sencondi livelli, che poi sono la maggior parte.
    In caso la differenza, riguarda i pediatri e non i ginecologi, la preparazione che cambia in un secondo e terzo livello è quella tra pediatri! i miei probabilmente il feto di 600 grammi non lo sanno gestire, ma ti assicuro che la preparazione dei ginecologi è la stessa... dici che assisto due parti al mese? oddio, io ne faccio almeno 2 a notte!
    la cardiotocografia? io la ho finalmente imparata ad interpretare qui! perchè la conoscono talmente bene che la usano in maniera precisa per considerare il benessere fetale.
    In questo secondo livello non si stimolano parti tanto per farlo, non esiste nessuna forma di clientelismo e il ricorso al cesareo è raro! per la stessa patologia dove nei grandi terzi livelli visti si fa il cesareo qui facciamo lo spontaneo.

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  21. ...

    ti faccio un esempio: secondo te si vede la differenza tra chi di noi esegue 5-6 spinali al die e chi invece ne fa 1 al mese o 4 all'anno?
    Ti rispondo io: assoluamente si!

    Come anche si vede se un rianimatore puro va in sala operatoria! Idem uno che fa solo sala operatoria e si trova catapultato in rianimazione!Non è questione di competenza, ma di esperienza e manualità.

    TRa di voi, ....vale la stessa cosa tra chi assiste a diversi parti al mese e chi se va bene ne vede 1 o 2 e talvolta neanche uno al mese.

    E ripeto, sono tanti gli H in Italia che hanno 200-300 parti /anno. Tanti.Troppi. E purtroppo tanti tuoi colleghi finita la specialità vanno a lavorare là ( sennò stanno a casa!). Anche se hanno un'ottima preparazione di base....poi non possono metterla bene in pratica , per mancanza di numeri. Alla fine ti fossilizzi in quella realtà se non riesci a scappare.

    Il CTG credo sia uno dei punti + critici della professione ostetrica. Non basta la competenza ( cioè gli studi che hai alle spalle). Per una lettura corretta devi avere un buon maestro che ti insegni quando sei giovane e poi tanta tanta esperienza che nel corso degli anni fai. Più ne vedi meglio è . Eppure troverai sempre quel tracciato che ti "disturba", perchè di difficile interpretazione. Figuriamoci se di tracciati ne vedi pochissimi all'anno.

    Spero tanto di aver chiarito.
    Ps: guarda che ci deve essere qlc che non va col blog. E da ieri sera che tento di pubblicare il commento . Ora che l'ho diviso in due ce l'ho fatta. Forse era troppo lungo?

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  22. Alessia non riesco a pubblicare la prima parte del commento!uff
    mi disp

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  23. RIPROVO.

    Mia cara mi hai frainteso o mi sono espressa male io e mi scuso.
    Io ho parlato di ridotta esperienza , non di incompetenza. E' diverso.
    Anch'io lavoro in un seoondo livello. A 20 km da noi c'è un altro H di secondo livello, ma il punto nascita ha 300 o poco + parti /anno. Passano anche 2-3 settimane dove non hanno neanche l'ombra di un parto. Quando arriva una donna tutti si agitano! Fanno fatica a leggere o ctg e a rispettare la fisiologia del travaglio/parto. Spesso scambiano le normali decelerazioni da impegno durante l'espulsivo in bradicardie effettive e pericoloose!E di consegueza fanno ventose ed epsio acsellari...kristeller come matti...ti lascio immaginare il finale. E credimi che non parlo per parlare. Ci sono stata diversi anni fa, me lo hanno confermato recentemente i miei colleghi (che non ne possono + di loro...) ed un'ost giovane che conosco che ora lavora lì.
    ....

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  24. Beh Luna cara, allora devi dire che in quell ospedale lavorano delle capre! ma non è generico, di gente che non capisce i ctg e si agita ce ne a bizzeffe anche nei terzi livelli, te lo assicuro, il mio ospedale fino a tre anni fa faceva 1500 parti, ora siamo in mezzo ad un cantiere, tutto un lavoro in corso e si sono molto ridotti, ma la nostra competenza è assoluta. Io ho fatto partorire anche i lievi distacchi di placenta e le decellerazioni da impegno nemmeno le considero.
    Non generalizzare mai, nei terzi livelli ho visto cose e ignoranze inverosimili e ti posso assicurare che in un grosso ospedale romano terzo livello con più di 30 parti al giorno nessuno partorisce senza ossitocina e kristeller, perchè perchè con 4000 parti non puoi aspettare la fisiologia!
    quelle ostetriche uno spontaneo vero non lo saprebbero assistere. Noi possiamo permetterci di fare tutto sempre senza farmaci, le kristeller? ma che siamo matti! se proprio serve si mette la ventosa!
    Se in quell'ospedale la gente ha paura o è ignorante che ci possiamo fare?
    posso dire a loro difesa che quando fai meno di 300 parti non puoi permetterti di sbagliare. su 4000 parti la complicanza non la vede nessuno, si nasconde, se fai il disabile su 300 parti ti linciano!
    che poi la gente non sappia leggere un tracciato, abbia il bisturi o la spinta facile non è colpa mia.
    e se venissimo sottoposti ad un esame ogni tanto? come la vedi? ma stai certa che verrebbe bocciata anche gente con grandi nomi...

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  25. io sono giovane, ho 35 anni eppure non mi spavento mai, il bisturi lo uso rarissimamente, mica sono più brava dei miei colleghi più grandi che ne hanno viste molte più di me! il carattere e la preparazione anche teorica sono fondamentali.
    Certo uno che fa da una vita 300 parti l'anno di cose ne vede in numero minore... questo è certo, ma la preparazione, l'interpretazione dei tracciati dovrebbe esser scontata! ci sono corsi da frequentare, libri... migliorare si può!

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  26. Alessia, conosco benissimo la gestione dei parti nei terzi livelli. E' tutto vero quello che dici tu. Ma forse non hai mai lavorato in un punto nascita con 300 parti. O si?
    Mi dispiace, le problematiche tra i diversi livelli di H sono certamente diverse, ma l'esperienza io la ritengo un punto saldo, soprattutto nelle discipline dove si lavora molto con la pratica. La preparazione non l'acquisisci solo con i libri! Se poi non la metti in pratica o molto raramente, il libro ti serve poco. L'occhio clinico e la manualità dipendono solo dall'esperienza e dai pazienti che vedi e sui quali intervieni personalmente, non dai libri!
    Un conto è studiare come si deve assistere ad un parto, la sua fisiologia, le sue patologie. Un conto è trovarsi di fronte alle mille sfaccettaure che ogni donna può presentare nel suo travaglio/parto e valutare, assistere, e prendere le decisioni da sola. E farlo una volta al mese!se va bene.

    La prassi dell'amniorexi, ox, kristeller e ventosa sono un abitudine consolidata nella maggior parte delle ostetrice italiane.
    Niente di buono: la fisiologia viene completamente persa per strada.
    E purtroppo quando si vuole parlare di parti bisogna considerare anche questo, soprattutto questo!
    1. per iniziare ad informare le mamme che nella maggior parte dei nostri H si partorisce così obbligatoriamnente. Che ciò è sbagliato quando fatto per prassi e non per necessità.
    2. che si deve iniziare a dire NO.

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  27. Molte ost nei corsi preparto descrivono il parto come una bella favola...poi loro stesse in H lo gestiscono in qs modo , disattendendo tutte le false aspettative dichiarate ai corsi.

    Sono stata in un H della tua città.Con 4400 parti anno. Le ost non sanno gestire un travaglio se non con la paz immobilizzata a letto e poi messa in litotomica per partorire con dilatazioni manuali, kristeller , episio (e spesso ventose). Il tuto in epidurale. Con la felicità delle donne e di tutti. Per loro è NORMALE. Per me NO. Ma accade quasi d'appertutto. Questa è la realtà. Tutto ciò ( rexi,ox, episio, parto passivo) si verifica anche in diversi H di primo e secodno livello. E' solo una questione di strutture troppo "piccole" per numeri molto grandi , e perciò necessità di liberare le sale parto rapidamente o si tratta di QUALCOS'ALTRO?
    Per me anche di qualcos'altro.


    L'aggionamento e lo studio? beh, sai è una necessità che sentono in pochi. Quelli che si mettono sempre in discussione e hanno voglia di migliorare!
    E' però un lusso che questi pochi si possono permettere. Perchè? perchè spesso la carenza di personale non ti permette di andare via 2-3-4 giorni. Talvolta neanche un giorno. Da noi e molti H che conosco è così. Spero che da voi sia meglio.

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  28. No, in un ospedale con 300 parti non ho mai lavorato.
    per quanto riguarda l'ospedale che hai visitato a Roma credo sia quello di cui parlavo io.
    però va di moda, tuti ci corrono, un nostro specializzando ci è andato un periodo, per lui una esperianza bella vedere e fare tanto ma sai che ha detto " manco le vacche ci farei partorire".
    da noi è tutto diversissimo. il travaglio è libero, donna che cammina con il marito, sceglie la sua posizione antalgica, il monitoraggio solo ad intermittenza (ovviamente parlo di casi fisiologici)farmaci mai! mai! soolo se servono ad evitare un cesareo! episiotomia? anche quella solo ed esclusivamente se serve! in gravaglio si fanno la doccia, si mettono sulla palla, possono partorire anche accovacciate. è un ospedale piccolo ma anche se in questi giorni m i hanno chiamata in due posti molto più grandi io ho scelto la professionalità del mio ospedale!

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  29. Alessia è per questo motivo che leggendo i racconti dei due parti a cui hai assistito che mi sono sentita di scriverti!
    Perchè è esattamente come da noi.
    Le nostre sono rarità purtroppo.
    Tu hai descritto la tua presenza in sala parto con grande passione e cuore. Tu sostieni la mamma in modo spontaneo, con discrezione nei confronti delle ostetriche e senza interferire in qualità do medico nelle loro gestioni dei parti fisiologici, ma al tempo stesso con un costante ed invisibile occhio sulla clinica del decorso.
    E' inusuale per un medico. Una grande rarità. Come è raro che le ost naturaliste "accettino" nel loro regno un medico in modo così collaborativo ed accogliente.
    Nei tuoi pochi post ho mi sono fatta l'idea della professionista che credo tu sia. Molto brava ed umana. A parole e con i fatti (soprattutti!). Credimi, non è questa la regola tra i tuoi colleghi. Ma lo saprai anche tu.
    O sbaglio?

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  30. Tu sostieni il parto naturale con grande equilibrio, sapendo rispettare la donna e sapendo accogliere anche un parto in epidurale allo stesso modo. E al tempo stesso però non prdo mai di vista la sicurezza di ogni situazioni in cui stai levorando e perciò includendo in tutto questo anche l'importanza del tc quando serve o degli interfvento da farsi se la donna necessita per il suo benessere e quello del piccolino.
    Un grande equilibrio ed un grande rispetto. Questo è il cocktail per essere un barvo professionista. E se non mi sto sbagliando ( non credo) hai tutta la mia stima anche se non ti conosco di persona.

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  31. Capisco esattamente quello che dici, nemmeno da me siamo tutti uguali. io nei travagli fisiologici veramente non metto bocca, il più delle volte non faccio mai nemmeno una visita, ci pensano le ostetriche, però mi piace stare con loro, parlare con le donne, ribadire che sono lì solo a guardare e quando ringraziano io dico che devono ringraziare solo le ostetriche!
    Ovviamente mentre guardo allungo l'occhio al tracciato se lo fanno o chiedo ogni tanto di fare un auscultazione intermittente.
    Ritengo cara mia che la natura debba esser lasciata libera di fare il suo decorso e guarda caso in simili gestioni nemmeno una volta sono dovuta andare a fare un cesareo.
    Non mi faccio nemmeno spaventare troppo da tracciati "bruttini", in quei casi ovviamente la donna va visitata più spesso, a volte si devono usare farmaci per agevolare il travaglio e il parto per evitare di fare appunto un cesareo.
    Le decellerazioni hanno un significato e richiedono un comportamento diverso a seconda dei singoli casi.
    Se arriva una secondigravida a 6 cm che travaglia bene, pur con un tracciato non ottimale non si deve mica prendere subito il bisturi! magari un pò di ossitocina ci permette di andare più veloci. i bambini hanno una grande "riserva"!
    Diverso il caso di un brutto tracciato in una primigravida a collo chiuso!in quei casi i tempi sono troppo lunghi, il tracciato sarà in continua e se l'infusione di liquidi, il cambio di posizione non bastano o se l'ossitocina , sotto forma di stress test peggiora il quadro, è bene ricorrere al cesareo, certi però di aver fatto il possibile per evitarlo!
    Non è che se un tracciato mostra una decellerazione ti chiamo (come anestesista)!

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  32. Prima avevo lasciato ancora un commento, ma non me l'ha pubblicato...
    Volevo solo dirti che da noi i medici (gine) non entrano in sala parto nei travagli assolutamente fisiologici. E' ormai un'abitudine consolidata. Fanno tutto le ost. E solo loro a chiamarlo se insorgono variazooni o problemi. Hanno voluto con grade forza loro (le ost) questa gestione. Sono bravissime e con gli anni hanno ottenuto piena fiducia (giustamente.)
    Quando io faccio analgesia , se posso faccio salti mortali per rimanere + che posso in sala parto a fianco della donna. Come fai tu (ovviamente io lo faccio senza intromettermi ) , ma se loro devono seguire altre donne e io posso stare lì , mi "consegano " la mamma per il tempo in cui loro non la possono seguire. Sanno che conosco la fisiologia e un po' anche il ctg da fidarsi . Il gine di guardia è sempre nei paraggi. In genere sono tranquilli se sanno che sono dentro. Per me è un'emozione ogni volta unica stare con la mamma, ascoltarla, chiaccherare, sostenerla se bisogno, suggerirle di mettersi in un modo piuttosto che un altro...fantastico. Capisco le sensazioni che provi tu. Forse sono le stesse che provo io.
    Per concludere e per farti capire come sono io, da noi è insolito per non dire in contrasto con le idee delle nostre ost, "accettare" in modo così positivo un medico nel loro regno nei parti fisiologici. Un medico per giunta non del loro reparto. Ma spesso mi dicono che si sentono + sicure e che mi sentono come una di loro.

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  33. Cara Alessia, letto tutto di un fiato e vorrei dire 'Chapeau!'. Premetto che la mia esperienza ès parti è pari allo zero assoluto, si fa il caso che sono incinta, di appena tre mesi, prima gravidanza, e primo contatto, in assoluto, con il magico mondo degli ospedali (romani). In più non sono nemmeno italiana, insomma, vengo da un'altro pianeta e ho tutto da scoprire. E però da tempo che seguo con attenzione e incredulità dati come la percentuale dei parti con cesareo in Italia vs. gli altri paesi europei (se ho ben capito da un lato sono spesso le madri stesse a chiederlo ma dall'altro lo scelgono altrettanto spesso i medici per svariati motivi di comodo) Comunque sia, d'istinto, vorrei, assolutamente, un parto naturale, solo che in questo mondo folle dove un'altro po' una nascita su due avviene per cesareo, mi sembra - e la cosa è piuttosto angosciante - che la decisione non sarà mia, ma di chi di turno mi avrà fra le mani (sto meditando di 'minacciare' denunce nel caso mi facessero un cesareo inutile', non so se ha senso :-), insomma, per chi è estraneo a questo vostro mondo le cose non sono tanto semplici, anche a desiderare, appunto, cose semplici quando un parto naturale. Almeno così mi sembra ora, magari ne riparliamo fra 6 mesi :-)
    In ogni caso, grazie di aver preso il tempo di aprire un blog, sul serio, dopo delle prime esperienze non sempre tanto umane in ospedale (e anche qui sono daccordo con quello che ha scritto lei eppure di donne ginecologhe a empatia zero ne ho incontrate già diverse), mi fa molto piacere trovare una porta aperta, dei discorsi sensati e sensibili, una possibilità di scambio, un invito a ragionarci su, cose insomma umane e forse addirittura normali che però nelle breve visite in ospedale non avevo intraviste... Buona continuazione, quindi :-)

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  34. HO COPIATO il tuo commento e ne ho fatto un post!

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  35. Carissima Alessia, vorrei dirti che quello scrivi e quindi pensi mi piace moltissimo, mi fa capire come lavori e la passione che metti nel lavoro che fai, nonchè il rapporto umano che cerchi sempre di fondere a quello medico-paziente! bellissima!
    volevo chiederti, a parte che prima o poi riesco a venire a studio privatamente, cosa pensi dei testi di flamigni-melega sulla ru-486 e Contraccezione? ti piacciono? pensi che una ginecologa abbia l'obbligo di essere laica ?
    mi interessa molto confrontarmi su questi temi!

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  36. Innanzitutto grazie dei complimenti... poi provo a rispondere alla tua domanda... io non sono obiettrice, quindi con me sfondi una porta aperta, ma credo che una ginecologa non abbia l obbligo di esser laica? un mestiere è fatto da persone, con le proprie idee che è giusto vadano rispettate... allo stesso tempo però anche un obiettore ha almeno per me il dovere di rispettare le donne e le loro scelte, non ostacolarle, non colpevolizzarle... della serie "io rispetto te e tu rispetti me", un figlio deve esse cercato e desiderato e credo che una donna, purcheè non confonda l interruzione con un contraccettivo, ma qui dovrei parlare per ore abbia il diritto di interrompere una gravidanza non voluta. la ru486, cosa di meglio? ma non con i tre giorni di ricovero per carità! se deve ridurre oltre che rischi, anc he i costi che senso avrebbe ricoverare una donna tre giorni in ospedale? cara mi scontro sempre con colleghi che trattano qieste donne con disprezzo, che non le comprendono che addirittura le ostacolano... no, questo non lo approverò mai. un medico ha il diritto di avere le sue idee, ma questo non deve farci ergere a Catoni di nessuno... il discorso sarebbe lunghissimo... spero di averti trasmesso il mio pensiero...

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  37. Buonasera dottoressa, seguo il suo blog da un sacco di tempo e lo trovo molto interessante, mi piace lo spirito con il quale affronta il suo lavoro e mi ritrovo molto con le sue idee.
    Ho partorito a febbraio dello scorso anno nell'ospedale "romano" dove lei lavorava, purtroppo con parto cesareo perchè arrivati a 41+3 e nonostante le induzioni il parto non accennava ad aprirsi.
    Per la prossima gravidanza vorrei evitare il cesareo e sto cercando un pò di informazioni circa il VBAC, mi piacerebbe avere una sua opinione su questa opportunità,

    Grazie mille
    Irene

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  38. Mi scuso, ti rispondo tardissimo!
    Ma sto molto tralasciando il blog.
    Mi spiace per il tuo cesareo e sono a favore di un successivo Travaglio di prova! Il rischio di rottura di utero e' bassissimo! Tra gli ospedali romani però non va ancora "molto di moda" credo che tu possa comunque fare un tentativo al San Camillo. Mi raccomando che si tratti di un ospedale di terzo livello!

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